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Dodici ragazzi diversamente abili a Marina di Loano per la loro prima immersione subacquea

Amano il mare e hanno sempre sognato di viverlo in maniera più completa e coinvolgente, ma la loro condizione ha sempre rappresentato un potenziale ostacolo. Ora grazie al Disable Divers International Italy e al Marina Diving Center di Marina di Loano il loro sogno è diventato realtà.

Sabato 10 e domenica 11 giugno al largo di Marina di Loano si sono tenute le “immersioni di fine corso” dei 12 ragazzi che per quattro mesi hanno seguito il corso di subacquea, finanziato dalla Fondazione Monza e Brianza e promosso ad inizio anno da Ddi Italy, organizzazione internazionale senza scopo di lucro impegnata nella promozione, nello sviluppo e nella conduzione di programmi di formazione subacquea per persone con disabilità, in collaborazione con la Casa del Volontariato di Monza.

Ddi ha l’obiettivo di trasmettere la cultura e la passione per il mare e soprattutto l’idea che la subacquea è davvero un’attività sportiva-ricreativa alla portata di tutti. Per questo, dal 2010 Ddi ha creato un nuovo metodo didattico che rende questa disciplina finalmente praticabile anche da persone con disabilità fisiche, sensoriali e mentali.

“Quattro mesi fa – spiega il responsabile Luca Crippa – in condivisione con la Casa del Volontariato di Monza e forti di un bellissimo ed articolato progetto approvato e finanziato dalla Fondazione Monza e Brianza, abbiamo presentato la nostra attività ad alcune associazioni di disabili di Monza, le quali poi ci hanno subito messo in contatto con alcuni ragazzi desiderosi di imparare questa disciplina. Si tratta di ragazzi che amano il mare o perché sono sempre andati in vacanza in località balneari o perché amano il mare dal punto di vista naturalistico. Per quattro mesi hanno seguito un corso di addestramento nelle ‘acque confinate’ di una piscina, ma ora è arrivato il tempo degli ‘esami’ e perciò sabato mattina e domenica mattina hanno fatto la loro prima vera immersione in mare a Loano”.

Ad accompagnarli in acqua in questa fantastica esperienza sono stati i 24 nuovi professionisti Ddi che, grazie al corso organizzato da Ddi Italy, sono stati formati per l’applicazione di collaudati standard multilivello per la valutazione delle abilità acquisite e per l’adattamento delle tecniche di insegnamento della pratica subacquea alle differenti peculiarità delle disabilità vissute dagli allievi.

“I ragazzi che hanno seguito i nostri corsi hanno disabilità differenti. Ci sono persone con problematiche motorie (affetti da paraplegia o da ‘spina bifida’, ad esempio) ma la maggior parte è affetta da disabilità mentali e Sindrome di Down. Tutti hanno seguito il corso insieme ai loro istruttori, condividendo momenti di integrazione e ricreazione. Questo fine settimana sono venuti a Loano per verificare le loro abilità con la prima vera uscita in mare. Per loro è il coronamento di un sogno: tutti, come detto, amano il mare e hanno sempre desiderato conoscerlo in maniera diversa. Ora potranno addirittura respirare sott’acqua”.

“La subacquea è uno sport alla portata di tutti – aggiunge ancora Luca Crippa – Dai bambini agli anziani, non ci sono differenze dettate dal sesso o dalla forma fisica. Non bisogna essere forti o veloci per praticarla, l’importante è arrivare al mare attraverso un percorso strutturato che consideri il punto di partenza, coerente con gli obiettivi e seguito da professionisti appassionati e specificamente addestrati. Queste condizioni rendono la subacquea una disciplina davvero aperta a tutti. Anche e soprattutto alle persone con disabilità”.

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